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	<title>Dami7net's Weblog &#187; Fede</title>
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		<title>Dami7net's Weblog &#187; Fede</title>
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		<title>Indagini, supposizioni, cacchiate e roba varia</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 22:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dami7net</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fede]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla fine ho deciso di scrivere. Non ne posso più dela gente che mi chiede come va in diocesi, come non va, come è il clima, come non è, come la penso su questa cosa, ecc&#8230;
Sinceramente la vicenda che ha coinvolto Don Cantini ha sconvolto anche me, cosa credete&#8230; ho tanti amici della parrocchia della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dami7net.wordpress.com&blog=1681284&post=12&subd=dami7net&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Alla fine ho deciso di scrivere. Non ne posso più dela gente che mi chiede come va in diocesi, come non va, come è il clima, come non è, come la penso su questa cosa, ecc&#8230;</p>
<p>Sinceramente la vicenda che ha coinvolto Don Cantini ha sconvolto anche me, cosa credete&#8230; ho tanti amici della parrocchia della BVM Madre delle Grazie&#8230; E sapere queste notizie non fa mai piacere. Ma per favore, non scriviamo cose frutto dell&#8217;immaginazione, della fantasia e della foga giornalistica.</p>
<p>E soprattutto, non divaghiamo su offese assurde ed insensate. Don Claudio prima che un prete, o un vescovo, è un amico, e la rabbia che mi bolle dentro è esattamente quella che voi provereste se una persona di cui vi fidate, magari il vostro amico, o un vostro vicino di casa con cui siete in buoni rapporti, venisse barbaramente accusato di tutta quella roba.</p>
<p>L&#8217;Azione Cattolica, associazione di cui mi vanto di far parte, ha scritto in proposito un comunicato stampa, che condivido in pieno, e che penso spieghi meglio delle mie parole, e magari con più calma, il mio pensiero. Lo riporto in forma integrale.</p>
<p><span id="more-12"></span></p>
<p><strong><span><font face="Times New Roman">COMUNICATO STAMPA</font></span></strong></p>
<p style="text-indent:36pt;line-height:150%;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span><font face="Times New Roman">Oggi appare realtà scontata che con la “cronaca giornalistica” si realizzi sui nostri quotidiani un vero e proprio scambio delle parti: il giornalista si traveste da giudice ed il giudice da giornalista, con un effetto letale per le persone, per la verità e per la giustizia.</font></span></p>
<p style="text-indent:36pt;line-height:150%;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span><font face="Times New Roman">La tutela della dignità umana – che come cittadini abbiamo il diritto ed il dovere di pretendere per ognuno e per tutti – non può tollerare la gogna mediatica a cui, quotidianamente, chiunque rischia di essere esposto.</font></span></p>
<p style="margin:0;" class="MsoBodyText"><span><font face="Times New Roman">Se indigna che persone indagate in un procedimento penale vengano stigmatizzate come colpevoli dai media già dalle prime “battute” del<span>  </span>procedimento giudiziario che li riguarda, ancora di più indigna che altre persone, senza essere indagate, siano investite da fughe di notizie che alimentano un processo ed una condanna mediatica terribilmente distruttivi della reputazione e della vita.</font></span></p>
<p style="margin:0;" class="MsoBodyText"><span><font face="Times New Roman">Le ingiustizie iniziano con la formulazione del sospetto, con l’insinuazione del dubbio, con l’abbandono della discrezione, con l’obbedienza alla legge dello <em>scoop</em> e finiscono con sentenze mediatiche che nulla hanno a che vedere con la verità.</font></span></p>
<p style="text-indent:36pt;margin:0;" class="MsoBodyText"><span><font face="Times New Roman">La Presidenza diocesana dell’Azione Cattolica di Firenze esprime, a nome dell’Associazione tutta, la propria indignazione per l’articolo apparso sui quotidiani <em>Corriere della Sera</em> e <em>La Stampa</em> del 18 Settembre 2007, dove la persona di un cittadino, Claudio Maniago, è stata sottoposta ad una barbarie giornalistica gravemente diffamante, con la pubblicazione di informazioni, riservate, offensive, equivoche, e rinnova al Vescovo Claudio l’affetto fraterno, la stima incondizionata e la riconoscenza per la sua dedizione ad ogni persona e per la Sua fedeltà alla Chiesa.</font></span></p>
<p style="margin:0;" class="MsoBodyText"><span><font face="Times New Roman">Del Vescovo Claudio conosciamo il volto ed il cuore: uomo da una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo, Pastore animato dal desiderio di guidare ogni persona alla conoscenza di Cristo Signore, al Suo amore e alla Sua gioia, servitore umile della Chiesa che oggi, con Lui, è ferita e sofferente.</font></span></p>
<p style="text-indent:36pt;margin:0;" class="MsoBodyText"><span><font face="Times New Roman">I diritti della persona, come quelli alla riservatezza, all’onore e alla reputazione sono oggetto di protezione costituzionale, da parte dell’ordinamento giuridico statale, e sono considerati, anche all’interno della comunità cristiana, diritti fondamentali di ciascun fedele: per questo motivo l’Azione Cattolica di Firenze auspica che tutti, proprio tutti, sia nella società civile che nella Chiesa, – ciascuno nei propri settori di competenza – operino, con maggiore responsabilità, per la tutela ed il rispetto di questi fondamentali diritti di ogni persona.</font></span></p>
<p><strong><em><span><font face="Times New Roman">La Presidenza diocesana</font></span></em></strong><strong><em><span><font face="Times New Roman">Azione Cattolica Firenze</font></span></em></strong><strong><em><span><font face="Times New Roman"> </font></span></em></strong></p>
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		<title>Loreto 2007</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Sep 2007 23:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dami7net</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Un po di me]]></category>

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		<description><![CDATA[Inauguro questo post con la mia testimonianza di quello che è stato il mio vivere a Loreto come volontario l&#8217;Agorà dei giovani italiani.  Non sono bravo a scrivere, soprattutto di me, ma un blog è anche, tra le altre cose, un esercizio di scrittura, quindi&#8230; se sbaglio mi corigerete!
Partiamo dall&#8217;inizio, dal prima di Loreto, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dami7net.wordpress.com&blog=1681284&post=5&subd=dami7net&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Inauguro questo post con la mia testimonianza di quello che è stato il mio vivere a Loreto come volontario l&#8217;Agorà dei giovani italiani.  Non sono bravo a scrivere, soprattutto di me, ma un blog è anche, tra le altre cose, un esercizio di scrittura, quindi&#8230; se sbaglio mi corigerete!</p>
<p>Partiamo dall&#8217;inizio, dal prima di Loreto, dal perché ero a Loreto. Ad essere sincero, prima di partire ero pentito della scelta che avevo fatto, perchè non è stata semplice&#8230; Tutto parte all&#8217;inizio del 2006, quando con tutti i miei migliori amici decidiamo di aggregarci ad un pellegrinaggio in<font color="#ff0000"><strong> Terra Santa</strong></font> a fine luglio. Poco prima della partenza, però, scoppia di nuovo la guerra, ed il viaggio viene rimandato. All&#8217;inizio di quest&#8217;anno il viaggio è stato riproposto, a me come a tutti, ma, al contrario dell&#8217;anno scorso, non ho sentito ardere nel mio cuore il desiderio di partire che l&#8217;anno prima mi aveva fatto mettere sotto e guadagnare tutti i soldi necessari per partire&#8230; così, dopo poco, rifiuto l&#8217;offerta; vuoi per questo, vuoi anche e soprattutto perché non mi andava di fare un&#8217;esperienza di fede in gruppo. In fondo&#8230; sono solo 20 anni che non faccio altro che fare campi scuola, esperienze comunitarie, convivenze, spesso anche come organizzatore!! E così stavo perdendo il significato del vivere un&#8217;esperienza personale, di personale rapporto con il Signore. Come mi sono reso conto di avere questo bisogno, ho letto le prime notizie dell&#8217;Agorà, e senza accorgermene avevo già deciso di fare il volontario! Partecipare con tutti, sarebbe stata l&#8217;ennesima esperienza e, per quanto bella, non sarebbe stata quello che cercavo&#8230; Contattato il mio responsabile di pastorale giovanile, a febbraio ero segnato! Credo di essere stato uno dei primi a registrarsi sul sito all&#8217;apertura delle iscrizioni!</p>
<p>Bene&#8230; arriviamo ora a <strong><font color="#ff0000">Loreto&#8230; sabato 25 agosto&#8230; </font></strong></p>
<p><span id="more-5"></span></p>
<p>Appena arrivato, ho avuto come previsto una breve sensazione di smarrimento, dovuta al fatto che ero solo e che non conoscevo nessuno, nè della mia diocesi (ho scoperto che avevo dei condiocesani solo la prima sera), nè all&#8217;interno del villaggio. Era tutto come desideravo, e la conoscenza delle prime persone ha reso vero quel mio pensiero: Mario ed Agostino, compagni napoletani di camera e poi Francesca, Elisa e Rossella. Con loro, una semplice passeggiata per la <font color="#ff0000"><strong>spianata di Montorso</strong></font> si è trasformata in un semi-pellegrinaggio alla Santa Casa. Subito mi sono integrato nel loro gruppetto, mi sono sentito accolto, apprezzato per quello che ero, e non per quello che sono stato o che qualcuno ha raccontato!</p>
<p>Partono poi i giorni di avvicinamento al grande evento finale, da me vissuti in un hangar a San Benedetto del Tronto&#8230; Per tutti, la fabbrica <font color="#ff0000"><strong>SODEXHO</strong></font>&#8230; All&#8217;inizio l&#8217;ho presa con grande slancio, con grande impegno e con tanta voglia di fare. Chi mi vedeva lavorare pensava o che ero pazzo, o che mi ero fatto di qualcosa, o che comunque non stavo bene! In realtà lo facevo perché pensavo a quanto sarebbe stato gratificante vedere i pellegrini aprire quelle sacche, mangiare ciò che noi avevamo messo dentro con tanto sudore e tanta fatica..</p>
<p>E poi anche in questa esperienza, durata 4 giorni di fila, tante nuove conoscenze, bellissime, spero destinate a durare nel tempo&#8230; Marco, Elisa, CHIARA e ANDREA, Francesco, Alice, Laura, Monica, le dipendenti Sodexho Katia e Rossana e tanti altri che hanno condiviso con me un momento di stanchezza, una battuta, una risata, un pranzo sui cartoni, una pausa caffè, un bancale chiuso..</p>
<p>L&#8217;unico rimpianto di una settimana di lavoro, sempre cercando di avere il sorriso in faccia e di infondere buonumore alle altre 99 persone che con me faticavano, è stato quello di non entrare in contatto diretto con i pellegrini (o comunque con persone estranee al mondo dei volontari), prima di sabato&#8230; ma d&#8217;altronde, non posso pretendere tanto, e mi sono &#8220;accontentato&#8221; molto molto volentieri.</p>
<p>Ma arriviamo a <font color="#ff0000"><strong>Sabato..</strong></font> Il grande momento! Se tu che stai leggendo c&#8217;eri quel giorno, sicuramente hai negli occhi quel mare di persone che si sono accampate li a Montorso&#8230; ma io, assieme ad Anna, ho avuto il privilegio, il sabato mattina, di vedere scorrere sotto i miei occhi, il fiume di pellegrini festanti, che ai varchi di entrata, stanchi per un lungo cammino, ti regalavano gratuitamente un sorriso, un coro, un canto, una battuta, seguivano le informazioni che gli davi, erano felici. E poi che emozione nel vedere il primo gruppo arrivare con quelle sacche arancioni sodexho&#8230; il frutto di tanto sforzo finalmente ricompensato!!! Da metà giornata in poi mi sono occupato delle delegazioni estere. Vivere l&#8217;esperienza nel parterre, assieme a persone amiche, è stata una sensazione unica&#8230; Sentivo l&#8217;amore di Dio invadere non solo il mio cuore, ma anche il cuore delle persone che mi stavano intorno, non solo semplici pellegrini ma anche, e soprattutto, volontari.</p>
<p>Subito dopo i fuochi d&#8217;artificio, con enorme fatica, ho condiviso con il gruppetto delle delegazioni, un&#8217;esperienza che molti forse non sanno neanche essere esistita: il pellegrinaggio delle delegazioni estere alla Santa Casa. Vi devo dire la verità: dopo 17 ore di servizio era proprio quello che non mi ci voleva, ma accompagnare quelle 700 persone, da tutte le parti d&#8217;Europa, alla santa casa e vederli entrare ed uscire da quelle porticine, mi ha dato un senso di affetto e di pace che era tanto che non provavo. Mentre tutta Montorso dormiva, noi eravamo lì, dove il Papa aveva pregato poche ore prima, a rendere omaggio al luogo dove Maria ricevette l&#8217;annuncio e disse Si, semplicemente!!</p>
<p>Insomma&#8230; 22 ore di lavoro il sabato, due ore di sonno e altre 8 ore di lavoro la domenica&#8230; alle 15.00 finisce il mio servizio a Montorso, una grossa doccia ed un meritato sonno ristoratore&#8230; Solo a cena mi sono reso conto di quello che è stato&#8230;<font color="#ff0000"><strong> 500.000 persone</strong></font> sotto lo stesso cielo, a pregare un unico Dio, da tutte le parti di Italia&#8230; No, non era solo l&#8217;incontro del Papa con i giovani, non poteva essere solo quello, non era solo quello.. era l&#8217;Agorà dei giovani italiani&#8230; tutti i giovani che si ritrovavano insieme per dire al mondo che ci sono, che non è sbagliato scommettere sui giovani, che i giovani ci sono, vogliono dire la loro, ne hanno tutto il diritto e tutte le possibilità! Un plauso quindi a quegli adulti (e vedendo la macchina organizzativa che ci stava dietro, posso dirvi che erano tanti), che con questo pensiero in testa hanno dato fiducia ad un gruppo di volontari 4 volte più piccolo delle previsioni, per gestire un evento di questa portata, ed un plauso a tutti quegli adulti accompagnatori e responsabili dei gruppi che hanno portato ragazzi e giovani alla scoperta di quella che, a mio vedere, è una delle più evidenti manifestazioni della potenza di Dio!!</p>
<p>Torno a casa, con tutto questo nel cuore, e tutto quello che queste 1100 parole non sono riuscite ad esprimere. Un  grazie particolare, però, va ad alcune persone, che si meritano un posto qui e soprattutto nel ricordo del mio cuore:</p>
<ul>
<li><strong>Marco</strong> di Palestrina, per essere da subito entrato in sintonia con me e per la bistecca alla fiorentina che ti ho promesso</li>
<li><strong>Elisa</strong> di Palestrina, per aver condiviso momenti di stanchezza e di riposo, momenti di gioia e di condivisione, soprattutto domenica sera</li>
<li><strong>Chiara</strong> di Napoli, per i sorrisi e gli abbracci dei 4 giorni di Sodexho, per &#8220;avermi trattato come se mi conoscessi da sempre&#8221;</li>
<li><strong>Andrea</strong> di Frosinone, per l&#8217;intesa che abbiamo trovato tra noi dal primo bancale chiuso</li>
<li><strong>Laura</strong> di Guastalla, per la sua dolcezza e per il modo con cui mi ha salutato</li>
<li><strong>Alessandra</strong> di Reggio Emilia (Guastalla!?!?!), perché mi è stata vicino durante il mio pisolino alla messa, per le Benagol e per tutti i sorrisi</li>
<li><strong>Anna</strong> di (Milano!?!?!?!), per il sabato mattina, i polpacci rossi, la catena la domenica e l&#8217;affetto</li>
<li><strong>Elena</strong> di Milano, per le sue esperienze da giramondo e le sue domande curiose</li>
<li><strong>Monica</strong> di Cittadella, per essersi aperta con me fin da subito</li>
<li><strong>Francesca</strong> di Napoli, perché non c&#8217;è stato momento in cui non l&#8217;ho vista ridere, per avermi cercato sempre, per avermi invitato quella sera fuori dalla tenda a mangiare</li>
</ul>
<p>Ed infine, in modo particolare, un abbraccione e un ricordo ai miei compagni di tenda</p>
<ul>
<li><strong>Agostino</strong> di Napoli, per il cuscino, le ciabatte, le russate condivise, i fogli rubati, la hoha hola, il bischero e mille altre</li>
<li><strong>Mario</strong> di Napoli, per la spensieratezza, la pila ricaricabile, l&#8217;Elena, le docce, le chiacchierate sull&#8217;università e per i sonni agitati&#8230;</li>
<li><strong>Paolo</strong> di Reggio Emilia, per la spilla rubata, il sorriso, le battute sempre pronte, la schiettezza e per non avermi fatto male quando gli russavo negli orecchi, grande compagno di branda</li>
<li><strong>Andrea</strong> di Reggio Emilia, per la sua telecamera con microfono, i suoi vescovi, e per essere scomparso a metà settimana per ricomparire la domenica mentre dormivo sulla sua branda!</li>
<li><strong>Stefano</strong> di Reggio Emilia, l&#8217;autista fantasma</li>
</ul>
<p>Ok&#8230; adesso ricominciamo il tran tran quotidiano, spero che queste parole non siano solo un ricordo, o una lacrimuccia che adesso, a rileggerlo, sta scendendo, ma siano uno stimolo, un trampolino di lancio, un modo per testimoniare nel mondo la luce che ho scoperto, riscoperto, trovato o ritrovato in questi giorni.</p>
<p>Anche grazie a voi..</p>
<p>Ps. Le foto le trovate nel fotoalbum&#8230; cliccate sulla destra.</p>
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